
Erano Trascorsi circa due anni dalla cerimonia di iniziazione, le autorità, religiose e non, erano rimaste colpite dal carisma di Jezebel e di come fosse nota ed amata pur essendo così giovane e per giunta mezzosangue, a parole ne erano entusiasti, ma in realtà era temuta, soprattutto in prospettiva di una sua crescita, e si misero un po' tutti a boicottarla, contenerla limitarla, minimizzarla…e..dulcis infundo, a soffiare sul fuoco della gelosia delle novizie.
Il risultato finale era che, mentre tutte le altre novizie di pari grado erano ormai quotidianamente impegnate nelle attività della vita sacerdotale, Jezebel era quasi priva di compiti, e non era raro passasse intere giornate a vagabondare, leggere, studiare… o così almeno pensavano le autorità e i membri dell’ordine sacerdotale, tutti contenti di averla circoscritta e sotto controllo, ma si sbagliavano.
Subito dopo la cerimonia Jezebel aveva sentito forte la chiamata del Divino, si era convinta che la sua vita aveva uno scopo inusuale e forte, si sentiva sempre di più una prescelta, e sentiva che c’era un preciso motivo, uno scopo, una missione, per la quale Dio l’aveva scelta.
Aveva usato l’enorme disponibilità di tempo e risorse per darsi alla lettura dei testi sacri, in particolare a quelli giudicati inopportuni nell’insegnamento alle giovani novizie, non sapeva nemmeno lei di cosa andava in cerca, ma sentiva chiaramente che la strada era giusta, al punto che dopo aver esaurito i testi a disposizione del monastero, aveva convinto il suo responsabile a intercedere per farsi mandare testi direttamente dalla capitale.
Tutta questa sua attività di studio era approvata da tutto l’ordine, se non altro perché (pensavano) distraeva Jezebel, già così “ingombrante” dalle cose “terrene”, a parte ovviamente qualche momento “ricreativo” non di rado concesso a qualche sacerdote.
Un giorno Jezebel si imbattè in un testo molto antico che attirò immediatamente la sua attenzione, era poco conosciuto e citato dai sommi sacerdoti, e nemmeno nominato nel programma di studio di base, ma a Jezebel bastò una lettura veloce di alcune pagine prese a caso per comprenderne l’importanza: era un libro di magia, ma a differenza di quelli insegnati, che si concentravano prevalentemente sul dialogo con le creature ultraterrene, questo si concentrava su aspetti anche molto pratici della vita di tutti giorni, in particolare racchiudeva molte conoscenze relative al corpo umano e alcuni incantesimi curativi per le malattie comuni e non.
Ma c’era una cosa ancor più straordinaria: Non solo vi erano incantesimi curativi per la maggior parte delle malattie più comuni dell’epoca, ma c’era una vera e propria “guida” dei criteri da usare per creare ulteriori incantesimi per nuove o ancora sconosciute malattie.
All’inizio della lettura del libro, Jezebel era semplicemente esterrefatta, incredula che un simile patrimonio di conoscenze fosse semplicemente ignorato, ma mentre si impadroniva di quella arte ne capì la ragione, e lo stupore divenne rabbia.
Per ragioni ignote anche agli autori del testo, anche se quegli incantesimi potevano essere attivati e gestiti da uomini, la loro efficacia aumentava a dismisura se a praticarli era una donna, non che all’epoca ci fossero impedimenti o discriminazioni insopportabili per le donne, che mediamente godevano di libertà ben maggiori delle altre popolazioni conosciute, ma quella, come le altre civiltà conosciute, rimaneva comunque una società patriarcale in cui gli uomini erano comunque dominanti.
Ma c’era dell’altro, essendo insegnati i criteri per creare incantesimi che agissero sul corpo umano era evidente che quelle tecniche potevano potenzialmente essere impiegate non solo per curare, ma anche nuocere al corpo, quindi era immaginabile la costruzione di vere e proprie “armi” magiche in forma di incantesimo.
Fu facile a qual punto capire la ragione per cui quelle conoscenze erano state occultate sul nascere: Sarebbero state una minaccia mortale per il patriarcato.