
Questa è la parte centrale di questo libro/Serie_di_post che stimo di maggior interesse.
Qui spiego cosa rende l’esperienza di vita di Miriam così suggestiva e, a mio avviso, ricca di spunti di riflessione sociali e terapeutici.
In breve: Miriam ha rappresentato per tutta la sua vita una incredibile “eccezione” ad un intero insieme di norme e convenzioni sociali, che elenco di seguito per punti:
1) Pur essendo una donna è sempre stata una leader, sia nel “normale” ambiente sociale, conservativo e patriarcale tipico della regione, che nell’ambiente criminoso e legato alla tossicodipendenza
2) È stata Lei a mantenere/gestire i suoi partner maschi….TUTTI, nonostante la forte personalità di alcuni e financo la evidente pericolosità di altri, è sempre stata lei ad avere l’ultima parola sulle questioni importanti, e si è liberata di ognuno di loro quando non aveva più un tornaconto.
3) E’ riuscita a creare una famiglia “tradizionale”, pur sfortunata, essendone l’unico possibile e vero riferimento.
4) Non è stata monogama per la maggior parte della sua vita, imponendo di fatto ai partner la contemporanea coesistenza con altri riferimenti affettivi, magari con la foglia di fico del “business”.
5) Ha maturato una propria gratificante sessualità pur essendo stata educata con una rigidità dall’evidente carattere sessuofobico.
6) E’ sempre riuscita a gestire le proprie “dipendenze”, riuscendo financo a liberarsi da sola di quella riconosciuta come maggiormente assuefante e pericolosa, l’Eroina.
7) Ha vissuto gran parte della vita al di fuori della legge pagandone un prezzo minimo, e solamente ad “inizio carriera”, ed è riuscita persino a “pilotare” il locale presidio delle forze dell’ordine per anni.
…Se tutto questo vi sembra poco…