MARCO FORNARO 

Marco Fornaro

Sono un ingegnere, un ipnotista, un coach, un intellettuale, ma soprattutto sono una persona che ha sempre vissuto molto intensamente

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La Gaussiana - Episode 3

2023-08-18 17:48

Marco Fornaro

SOCIETA, LETTERATURA, LE_MIE_STORIE, 2000009,

La Gaussiana - Episode 3

Svariati anni dopo, giunto oramai alla tesi di Laurea

(Continua da: La Gaussiana Episode 2)

 

Svariati anni dopo, fisica I era al primo anno, all’epoca la laurea di ingegneria prevedeva 5 anni legali, e la media di quelli che riuscivano a laurearsi (ca 8% degli iscritti al primo anno) era di 7.8 anni (fonte: prof Antonio Chiffi) , in occasione della mia tesi di Laurea mi avventurai in un lavoro che presupponeva una buona conoscenza di computer e programmi di word processing/editing, non essendo sufficientemente preparato sull’argomento decisi di rivolgermi ad un amico e compagno di studi, Paolo,  una persona più anziana di me, non mi ricordo se si era già laureato, mi pare di sì, ma comunque bazzicava ancora l’ambiente universitario, lo trovavo una persona squisita, sempre gentile e disponibile, sempre pronto ad aiutare, e con una approfondita conoscenza dell’ambiente universitario, delle persone della facoltà di ingegneria.

 

Parlando del corso di studi venne fuori quel ricordo e gli raccontai il processo di falsificazione dei dati, e le mie perplessità su come tale evento, a mio avviso molto spiacevole, fosse passato inosservato, ignorato all’epoca e per tutti gli anni successivi.

 

Parlandone con il mio amico Paolo spiegai che quello che mi lasciava più interdetto era la reazione o, meglio, la NON reazione collettiva, era assolutamente evidente che la mia esperienza era stata vissuta da molti, se non da TUTTI gli studenti di quegli anni, ma era un argomento tabu, nessuno ne parlava, e se si tirava fuori l’argomento tutti minimizzavano l’accaduto e ci ridevano sopra evitando rigorosamente ogni spiegazione/discussione.

 

Paolo sorrise ineffabile, con quella espressione del volto che non saprei definire e che mi piaceva tanto, un misto di ironia e compassione per il genere umano, e mi racconto la storia come la sapeva lui da indiscrezioni avute da alcuni amici insider nell’ambiente: il fatto della gobba-a-forma-di-cammello era ben noto, sia agli assistenti di laboratorio, che ai ricercatori e dottorandi, su su fino ai docenti, e veniva volutamente ignorato semplicemente per il fatto che a) Nessuno sapeva cosa farci e b) L’investimento per il laboratorio era stato cospicuo, e l’ultima cosa che si voleva era che circolasse la notizia che forse NON era stato un buon investimento, avrebbero potuto persino rotolare teste.

 

Paolo allargò il suo sorriso quando mi rivelò che uno dei ricercatori suoi amici aveva investigato sul fenomeno e aveva forse trovato una possibile spiegazione: l’ipotesi era che il gruppo di stabilizzazione della tensione (energia) elettrica del laboratorio, indispensabile nel caso di un laboratorio di test precisi in cui l’energia elettrica influenzava direttamente la grandezza misurata in quanto limitava al minimo le naturali fluttuazioni di tensione della rete elettrica nazionale, non era probabilmente della qualità necessaria (e dichiarata a progetto) : questo comportava che ci fossero due stati possibili (o altamente probabili) nell’apparato e di conseguenza nella tensione risultante, una variazione quasi impercettibile, ma che produceva di fatto DUE distinti valori della tensione elettrica fornita ai banchi di misura, questi si distribuiti in modo casuale e con probabilità ca del 50%.

 

Ovviamente non ho avuto alcun modo di verificare questa teoria, ma indubbiamente fornisce una perfetta spiegazione della misurazione: i banchi di misura producevano effettivamente dei campioni con una distribuzione statistica a forma di gauss, ma essendoci due possibili “stati” nell’apparecchiatura che forniva la energia del carrellino, questo si rifletteva nella produzione di due curve di gauss sovrapposte, ciascuna con la sua specifica media di campioni (picco) chiaramente distinto. 

 

Ovviamente la teoria era stata riportata al personale della Università, il quale aveva semplicemente scrollato le spalle non dando seguito con azioni concrete, questo perché’ si sarebbe in primo luogo dovuto ammettere ufficialmente che qualcosa non funzionava nel nuovo costoso laboratorio, e secondo perché’ con ogni probabilità qualsiasi azione correttiva avrebbe significato un ulteriore esborso di denaro, forse non poco.

 

Quindi il personale docente, la dirigenza della facoltà di fisica, aveva coscientemente deciso che era meglio far finta di niente, continuando semplicemente a rimproverare gli studenti se non trovavano evidenza sperimentale di una teoria dove NON poteva esserci alcuna evidenza sperimentale, con una aggressività proporzionale alla accuratezza con cui questi evidenziavano la anomalia presente, come molte bugie era un rimedio a costo zero, almeno nel breve periodo…..o fino al prossimo laboratorio….

 

(Continua: La Gaussiana-fine storia)

 

Professional World changer @ non mi importa dei diritti legali, ma faccio causa ai bugiardi 

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