MARCO FORNARO 

Marco Fornaro

Sono un ingegnere, un ipnotista, un coach, un intellettuale, ma soprattutto sono una persona che ha sempre vissuto molto intensamente

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La Gaussiana - Episode 1

2023-08-18 12:37

Marco Fornaro

SOCIETA, LETTERATURA, LE_MIE_STORIE, 2000007,

La Gaussiana - Episode 1

Tanti anni fa, in una università non tanto piccina, c'era un meraviglioso esperimento di laboratorio..episode 1

Tanti anni fa, 1986, al primo anno di ingegneria elettronica nell’università di Padova, nelle ore di laboratorio di in uno degli esami più fondamentali, difficile, e bloccanti, Fisica I, c’era un meraviglioso esperimento di laboratorio che attendeva i rappresentanti della “migliore gioventù” Italiana, il fior fiore degli studenti, gli aspiranti membri della intellighèntsia tecnologica del paese, ed era nientemeno che la prova sperimentale della legge dei grandi numeri di Gauss, la curva che ha preso il nome dall’illustre matematico tedesco e che tanto ha influenzato la statistica ed il pensiero, forse il concetto matematico di maggior impatto ai giorni nostri, non c’è infatti analisi statistica, fisica subatomica o studio di marketing che non ne faccia uso, se non altro in modo implicito, e non si contano i campi di applicazione in ambito tecnologico, nelle assicurazioni…nessun concetto è altrettanto pervasivo nella vita di tutti  giorni.

La “gaussiana” doveva essere evidenziata direttamente, in prove empiriche, concrete, condotte da studenti suddivisi in coppie, in un meraviglioso e vasto laboratorio strutturato specificatamente per questo scopo.

Ciascuna coppia di studenti aveva a disposizione un banco di prova che, al premere di un pulsante generava un impulso elettrico che dava una quantità di energia prefissata, calibrata in modo molto preciso, facendo partire un carrellino che si muoveva su cuscinetto d’aria, all’altra estremità del banco c’era un misuratore della velocità , anch’esso estremamente preciso, del carrellino.

L’idea era che, mentre in un mondo “ideale” ci sarebbe dovuta essere una ed una sola velocità finale del carrellino, in questo mondo, a causa delle variazioni casuali dell’attrito, della densità dell’aria, della temperatura, dei campi magnetici circostanti, del movimento dell’aria dovuto agli studenti stessi, e di chissà cos’altro, i campioni di velocità del carrellino si sarebbero dovuti differenziare tra loro con regole perfettamente casuali, e soggette pertanto alla legge di Gauss.

I campioni venivano poi analizzati estraendo la media e la deviazione standard, questi valori venivano usati per generare la curva di gauss descrittiva dell’esperimento e, sia i (numero relativo o percentuale di) campioni che la curva stessa, su un foglio di carta millimetrata, stando al professore, sarebbe stato impossibile contenere lo sbalordimento e l’emozione nel vedere che la curva di gauss interpolava perfettamente, o meglio: “come-un-preservativo-su-un-uccello-di-dimensione-standard-LOL” (cit. tecnico di laboratorio), l’andamento del numero relativo/percentuale di campioni casuali: ancora una volta la legge di Gauss si sarebbe materializzata ed il caos si sarebbe dimostrato gestibile.

Doveva venir fuori una curva tipo quella riportata in figura…ed il numero relativo di campioni casuali rilevati si sarebbero dovuti ritrovare nelle immediate prossimità della curva di Gauss.

Il compito assegnato agli studenti era laborioso ma considerato estremamente semplice, semplice al punto che non era praticamente possibile pianificare più di due prove nell’intero semestre precedente l’esame, giusto il tempo di prendere confidenza con i banchi di misura e prendere un adeguato numero di campioni.

 

Per impedire l’astensione da questa istruttiva ed amena attività, con il solito cipiglio decisamente non montessoriano, era stato chiarito sin dai primi giorni di corso che essa era considerata un prerequisito fondamentale per l’accesso alle prove di esame, tradotto nel linguaggio semplice e comprensibile degli affascinanti tecnici di laboratorio e/o degli studenti anziani: “fate queste cazzo di prove di velocità sui banchi strafighi di-cui-con-la-faccia-che-vi-ritrovate-siete-con-ogni probabilità-indegni, disegnate BENE la gaussiana che scaturirà dai campioni (di velocità del carrellino n.d.r.), mi-raccomando-su-carta-millimetrata-rosa-foglio-A3-fatto-bene-non-disegnate-schifezze-senno-non-vi-ammettiamo/ammetteranno-all-esame, consegnate il lavoro a pinco-pallino-mai-sentito-prima-e-che-mai-più-rivedrete, fatevi firmare da questo sconosciuto  il prezioso doc di accesso all’esame e toglietevi per sempre dai coglioni!”.

Vale la pena ricordare che in quegli anni i PC e gli smartphone non esistevano, e che per calcolare una gaussiana a partire da un insieme di campioni grezzi gli studenti avevano come unica possibilità il dotarsi a proprie spese di una delle poche calcolatrici sul mercato che mettesse a disposizione questa funzione, che io sappia solo costose calcolatrici HP, e poi effettuare una laboriosa  introduzione manuale di tutti i campioni rilevati, procedure estremamente rigide, dove se sbagliavi anche un solo valore tra svariate decine di campioni rilevati dovevi ricominciare tutto da zero.

Io mi sentivo fortunato: ero in coppia con uno degli studenti più bravi e seri del nostro gruppo di amici: Pietro P e portavo in dote una preziosa calcolatrice HP, che mi era stata regalata dal babbo anni prima, e che ovviamente non avevo mai usato fino a quel momento.

 

(Continua: La Gaussiana Episode 2)

Professional World changer @ non mi importa dei diritti legali, ma faccio causa ai bugiardi 

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