MARCO FORNARO 

Marco Fornaro

Sono un ingegnere, un ipnotista, un coach, un intellettuale, ma soprattutto sono una persona che ha sempre vissuto molto intensamente

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I Cani

2023-08-17 11:32

Marco Fornaro

SOCIETA, COACHING, RAPPORTO CON LA NATURA, cani gatti ed animali domestici, 2000006,

I Cani

Nella mia vita ho sempre amato gli animali, e c’è stato un periodo fortunato, in cui ho vissuto in una fattoria con 3 cani e 5 gatti che vivevano in armonia...

Nella mia vita ho sempre amato gli animali, e c’è stato un periodo fortunato, tra i miei 8 e 12 anni di età, in cui ho vissuto in una fattoria con decine, centinaia di animali, ovviamente anche domestici, con un massimo storico di 3 cani e 5 gatti che vivevano in armonia tra di loro.

Sfortunatamente ho dovuto poi attendere fino alla veneranda età di 54 anni per avere un altro animale domestico, e precisamente un cane, una meravigliosa cucciola di Husky di nome Masha.

Ed è stato solamente allora che qualcosa è cambiato, ed ho cominciato a guardare con tristezza a molto cani che incontravo…

Qui a Mogliano siamo praticamente in campagna, molte case hanno un giardino, ed e’ pertanto molto comune che la gente possieda dei cani, prima di adottare Masha non me ne rendevo conto ma sono veramente tanti, ADESSO me ne rendo conto, e lo devo proprio a Masha.

La porto spesso a correre con me, una corsetta leggera giusto per sgranchire le gambe e e arieggiare bene i polmoni, l’idea di unire l’utile di portare fuori il cane e mantenersi in salute con il dilettevole di farsi un giro e conoscere meglio il posto dove vivo.

Masha è una cucciola felice, super coccolata sin dalla nascita dalla sua famiglia di origine e dalla mia, zampetta in giro, esplora, annusa qualunque cosa, e soprattutto cerca di socializzare praticamente con qualsiasi essere che incontra, esseri umani, altri cani, e persino (con scarso successo) con gatti, io incoraggio la sua indole naturale, fermandomi per quanto si può e lasciandola fare.

E a questo punto una piccola rivelazione: è possibile che, nonostante tutte queste condizioni “favorevoli”, il mio sia l’unico (o uno dei pochissimi) cane felice che incontro durante queste passeggiate? Alle volte il dubbio si fa sentire.

Mentre camminiamo/corriamo vedo gli altri cani, possono essere dentro un giardino o su un balcone e tipicamente in questo caso ci abbaiano e solo molto raramente li si può convincere a non fare tutto quel casino, faccio spesso in tempo a vedere nei loro occhi uno sguardo triste ed annoiato prima che comincino e a manifestare una rabbia persistente, quella rabbia tanto tenace che in lingua italiana ha persino coniato un verbo: “accanirsi” (quando si infierisce implacabilmente ed in modo insensato) o una parola come “canicola” (quando fa talmente tanto caldo che i cani vanno fuori di testa).

Oppure posso essere in passeggiata assieme ai loro padroni, il più delle volte persone non più giovanissime, e allora comincia il rituale del contatto tra i cani: prima una occhiata interessata, poi il “tirare” il padrone per cercare di convincerlo a fermarsi, poi un po’ di annusate guardinghe ed infine il gioco, versione con “lieto fine”, o uno scatto aggressivo con il tentativo di mordere.

E’ importante notare che in entrambi i casi provo una certa tristezza, sicuramente più elevata quando vedo cani adulti che cercano di azzannare una cucciola scodinzolante, ma presente anche in caso di lieto fine perché’ dalla impetuosa gioia dell’altro cane si capisce chiaramente che il “lieto fine” è tutt’altro che l’evento più comune sperimentato.

Curioso, dopo tanto averci pensato decidi di adottare una piccola meravigliosa creatura, sei felice, ancora di più perché’ la vedi felice, ma noti cose che prima quasi non esistevano….e ti intristisci!

Poi la parte sinistra del mio cervello si stimola e partono ricerche e riflessioni: abbiamo un rapporto millenario con i nostri amici a quattro zampe, ed è un rapporto intenso al punto da aver influito in modo pesante nella evoluzione dei cani, ma anche nelle abitudini/usi/costumi di noi killer a due zampe, basta pensare che ci sono attività (la caccia moderna) e persino intere comunità umane (per es. proprio le tribù siberiane che sono l’origine della razza husky) che praticamente non potrebbero esistere senza la collaborazione con i nostri fedeli amici.

Molte delle persone che possiedono un cane ne parlano apertamente come di un membro non umano di famiglia, il desiderio di convivere con un cane può essere molto intenso, come il dolore per la sua dipartita, è come se questi animali fossero una parte di noi, qualcosa per cui si sviluppa un rapporto che è intimo, ancora di più in quanto, a differenza dei gatti, questi animali finiscono per fare affidamento solamente a noi per la loro sussistenza e sopravvivenza, ne abbiamo un controllo che è totale e pervasivo.

Ed è proprio questo il punto (interviene a gamba tesa il professorone dentro di me), il controllo totale, molti dei comportamenti dei nostri amici sono fortemente influenzati da noi, sono in un certo senso una vera e propria proiezione di noi, delle nostre paure, dei nostri desideri….i nostri amici pelosi probabilmente non capiscono tante cose, ma sicuramente capiscono che adottando certi comportamenti ci possono rendere felici oppure no, ed agiscono di conseguenza.

Quindi loro “SONO” , “RAPPRESENTANO” i nostri desideri, loro sono quello che sono perché’ si sono trasformati nel tentativo di farci felici, loro sono diventati quello che sono per esaudire i nostri desideri, sono gli unici animali versione-lampada-di-Aladino : tu gli fai qualche carezza e quelli assumono la forma che tu hai desiderato, per alcune cose, come un corso d obbedienza di base, il processo è rapido, per altre può essere lento quasi quanto un normale processo evolutivo e attraversare numerose vite, ma loro ce la mettono sempre tutta (lol) e alla fine ti danno quello che vuoi!.

Dopo la voce interna del professorone interviene dentro di me quella del terapeuta/ipnotista/coach/healer: ecco un'altra dimostrazione che non sempre avere i nostri desideri esauditi è garanzia di soddisfazione, ancor meno di felicità.

A chi può far piacere una schiera di cani rumorosi, minacciosi e tenacemente persistenti in un luogo pubblico ed in un contesto di assoluta pace e quotidianità? a chi può far piacere l’incertezza derivante dal non sapere se riceveremo una leccata in faccia o un morso alla mano? che piacere si può trarre da un comportamento minaccioso in un animale domestico che vive in simbiosi con un essere umano? Direi a nessuno, o perlomeno a nessuno sano di mente!

Eppure, è questo che abbiamo voluto, e lo abbiamo ottenuto al 100%, abbiamo selezionato geneticamente creature viventi e li abbiamo addestrati, abbiamo impiegato (non poche) risorse precisamente per ottenere questo: il non poter fare una passeggiata in una piccola tranquilla cittadina senza essere assordati da abbaiate e ringhi!

Come dico sempre ai miei clienti ed amici: stai attento a quello che chiedi, perché’ potresti ottenerlo!

Professional World changer @ non mi importa dei diritti legali, ma faccio causa ai bugiardi 

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