
Le Belve di Musano:
L'appellativo "Le belve di Musano" è l'espressione usata dai media locali per definire il gruppo di aguzzini responsabile delle drammatiche sevizie inflitte a un giovane con disabilità psichica tra il novembre e il dicembre del 2008 a Musano di Trevignano (Treviso).
Il Fatto: Il branco, composto principalmente dai giostrai Manolo e Giosuè Innocenti e Devis Derlesi, adesca la vittima, un uomo di 32 anni con problemi psichici, in un bar di Montebelluna con la scusa di offrirgli piccoli lavoretti da svolgere in un garage a Musano1.
Lì il giovane viene segregato e sottoposto per diverse settimane a torture, violenze fisiche, umiliazioni e abusi sessuali di gruppo, il tutto filmato dagli stessi aguzzini con i telefoni cellulari.
Individuazione e cattura: La banda viene individuata e arrestata dai Carabinieri attraverso la seguente dinamica2:
La confessione del giovane ai familiari: La vittima venne mantenuta in uno stato di terrore e silenzio per circa un mese a causa di pesanti minacce di morte. Finito allo stremo delle forze e crollato psicologicamente, trovò infine la forza di confidarsi e raccontare tutto alla propria famiglia.
La reazione degli aguzzini e la denuncia: Quando i membri della banda scoprirono che il giovane aveva parlato con la famiglia, lo aggredirono e picchiarono nuovamente per costringerlo a tacere. Quest'ultimo atto spinse la famiglia e la vittima a sporgere immediata denuncia ai Carabinieri della Compagnia di Montebelluna.
Il riscontro delle prove (i video sui cellulari): Nel gennaio 2009 i Carabinieri avviarono un'indagine lampo ed effettuarono le perquisizioni. Tra le prove decisive vi furono i filmati conservati nei telefoni cellulari degli indagati, che documentavano in modo inconfutabile gli abusi commessi nel garage di Musano.
I blitz e il processo: Gli arresti scattarono nel gennaio 2009. Nel marzo del 2010 il Tribunale di Treviso condannò in primo grado i responsabili a pene complessive per 25 anni di carcere3 per sequestro di persona, lesioni e violenza sessuale di gruppo.
Recidiva e escalation criminale: L'episodio delle sevizie del 2008 mostrò l'estrema pericolosità e spietatezza del gruppo. Una volta scontate (o parzialmente scontate) le pene per quell'aggressione, i singoli componenti non si sono reinseriti nella società ma sono tornati ad operare nella malavita, specializzandosi in assalti ad alto impatto (rapine a bancomat con esplosivi).
Monitoraggio delle forze dell'ordine: Proprio a causa dei pesanti precedenti legati ai fatti di Musano, gli appartenenti alla banda sono rimasti per anni sotto speciale osservazione da parte dei nuclei investigativi dei Carabinieri, facilitando la successiva identificazione quando sono ripartiti i colpi ai bancomat sul territorio4.
La specialità del personaggio e della gang che gli si era creata attorno erano i bancomat, che venivano prelevati in toto distruggendo la parte di edificio in cui erano murati con l’esplosivo per poi essere “forzati” con calma nel covo della gang5.
Non mancano poi fatti di cronaca, risse e pestaggi, in cui l’efferatezza del personaggio si scatena per futili motivi6.
1 https://www.mattinopadova.it/cronaca/il-mostro-torna-in-carcere-mjhmz7ut
2 https://www.tribunatreviso.it/cronaca/musano-arrestata-anche-la-terza-belva-rdr6mt3j
3 https://www.tribunatreviso.it/cronaca/le-belve-di-musano-condannate-a-25-anni-avw2s1mz
4 https://www.tviweb.it/veneto-giostrai-morti-dopo-il-colpo-al-bancomat-un-lungo-curriculum/
5 All’epoca non c’era la attuale tecnologia che macchia indelebilmente le banconote in caso di forzatura del bancomat
6 https://www.tribunatreviso.it/cronaca/rissa-nuova-condanna-alla-belva-mgvf1487